Poche montagne possono essere frustranti come il K2, la “Grande Montagna” del Baltoro, la più alta del Karakorum, seconda al mondo solo all’Everest. Per il secondo anno consecutivo nessuno è riuscito a salire, nonostante ci siano stati due incidenti fatali. Al pari di tutte le altre, anche la nostra spedizione si è conclusa senza vetta. I miei due compagni ed io siamo stati via due mesi in tutto, inclusi i voli da e per l’Italia, gli spostamenti lungo la KKH, il trekking di andata attraverso il passo di Gondoghoro e di ritorno lungo il Baltoro, oltre alla settimana di acclimatazione nelle pianure di Deosai (4000 m), 30 km a ovest di Skardu. L’obiettivo era la ripetizione dell’itinerario dei primi salitori (Bruno Lacedelli e Achille Compagnoni) lungo lo Sperone degli Abruzzi (via “normale” o degli italiani). Lo Sperone degli Abruzzi è comunque impegnativo a causa del dislivello complessivo di oltre 3300 metri dal campo avanzato alla vetta, unitamente alle difficoltà tecniche (neve e roccia ripida sino alla Piramide Nera, poi neve alta oltre i 7200 m sino alla spalla e infine ghiaccio a 45°-50°sul collo di bottiglia). Secondo le statistiche, la maggior parte delle salite in vetta avvengono in luglio, in un periodo concentrato nella seconda metà del mese, anche se alcune spedizioni riescono a salire fino alla prima decade di agosto. Le sfavorevoli condizioni meteo del 2010 non ci hanno permesso di andare oltre il campo 3, a 7250 m. La durata del nostro soggiorno al campo base è stata di 34 giorni, durante i quali abbiamo contribuito ad attrezzare con corde fisse la via sino al C3 oltre a montare i tre campi alti necessari per la salita. Le abbondanti nevicate e le bufere successive al 17 luglio hanno reso inutilizzabile la tenda al campo due e sepolto quelle che avevamo montato al C3. Il perdurare del meteo instabile nella seconda metà di luglio ci ha fatto decidere, il giorno 27, per la rinuncia. Accompagnava la spedizione un minigruppo di trekking composto da 2 partecipanti, che è rientrato il 25 giugno, il giorno dopo aver raggiunto il campo base. L’avvicinamento al K2, situato alla quota di 5000 m circa sulla morena destra della parte superiore del ghiacciaio Godwin Austen, ramo laterale del Baltoro, inizia da Skardu, capoluogo del Baltistan. Si viaggia in jeep lungo una strada lunga 137 km in totale sino ad Hushe. Si procede per 103 km, seguendo la strada asfaltata lungo la valle dello Shyok, sino a Khaplu, capoluogo del distretto di Ghangche. Dopo aver attraversato il ponte sospeso sul fiume si continua per strada sterrata lungo la valle di Hushe sino all’omonimo villaggio posto a 3100 m, da cui s’inizia il trek verso la valle di Gondoghoro. Attraversato l’omonimo passo a 5500 m si scende il ghiacciaio Vigne sino al circo Concordia e da qui si arriva al c.b. del K2 con altre 4 ore di cammino. In totale si giunge al c.b. del K2 in 5 giorni da Skardu (in salita da Hushe, 3 gg in senso opposto) contro i 7 gg richiesti per risalire il Baltoro via Askole. Prima di affrontare la salita al Gondoghoro da Hushe abbiamo trascorso una settimana di acclimatazione presso gli altipiani di Deosai. Il ritorno a Skardu ci ha visto percorrere il Baltoro in discesa, in quattro giorni. Le piogge e le frane degli ultimi giorni di luglio hanno provocato lo straripamento dei torrenti e l’interruzione delle strade, causando ritardi alle jeep che collegano Askole con Skardu. Stante l’interruzione in 5 punti causa frane della KKH, abbiamo raggiunto Islamabad il 3 agosto su di un C130 dell’Aeronautica militare.
Per informazioni aggiuntive sulla spedizione è possibile leggere il racconto, guardare le immagini e il video del nostro tentativo di salita sul mio sito al seguente indirizzo: www.paesieimmagini.it
Immagini: http://www.paesieimmagini.it/Pakistan/K2/FK2_2010_1.htm















